ZAPZOT


Il progetto Zapzot è nato da un’idea di Marco Cecilia, compositore e chitarrista romano, che ne ha composto tutte le musiche e curato gli arrangiamenti ed i testi ( in collaborazione questi ultimi con Luana Vergari , Pierluigi Siciliani e Francesco Ferri).  Il disco è autoprodotto ed è stato registrato e mixato presso gli studi Heliconia di Roma. Molti i musicisti che vi hanno preso parte: Marco Cecilia (chitarre, basso, oud, percussioni, voce);  Piero Larotonda (voce); Valerio Coderoni (piano, tastiere); Marco Madonia (batteria); Daniele Magli (percussioni); Alberto Bucca (sax); Manuele Gianserra (tromba), con la partecipazione, inoltre, di Pierpaolo Principato (piano); Davide Grottelli (sax); Pasquale Natoli e Vincenzo Mazza (djembe e kenkeni).

Zapzot è quello che una volta si definiva “concept album”, una serie di brani legati da un denominatore comune, ciascuno a rappresentare il singolo capitolo di una storia… La storia, o meglio l’idea di partenza, è piuttosto semplice: in un momento fortunatissimo per tutto ciò che è “etnico”, quando è opportuno essere profondi conoscitori delle culture e delle tradizioni dei più remoti angoli del pianeta, salta fuori lui, Zapzot, uno che non ha mai viaggiato sul serio, anzi che è quasi convinto che non si può vedere “tanto per vedere”, bisogna… “guardarsi attraverso”, così come sa bene che non basta “sentire”, è necessario ascoltare. A questo modo, così aperto al confronto, il “mondo” è li, davanti a te, ogni giorno, al semaforo o alla pompa di benzina, nell’ “Asian Food Shop” o alla “Casa del Kebab”, con le sue storie, la sua musica, i suoi odori…

Per Zapzot tutto può accadere, persino tra le mura domestiche! “…Spicco il volo anche da solo, metto le ali al mio bracciolo, Marco Polo sarebbe fiero di me…” recita uno dei versi del brano di apertura dell’album… Nella sua casa tutto risuona: il lavabo come  il mare del nord, lo sciacquone del bagno come una cascata nella jungla indiana… La radio, alla continua ricerca della sintonia, mescola “parole e musica dal mondo e i mille sensi (e non-sensi) del senso di una vita”.

Così in una atmosfera in bilico tra Salgari e Jules Verne, i nove brani dell’album, preceduti ciascuno da una “colonna rumori”, conducono di volta in volta ad un immaginario luogo geografico e ad una diversa cultura musicale. Questo rende il progetto estremamente variegato, un caleidoscopio sonoro che propone ritmiche latine, sonorità elettroniche nord-europee, echi dal mondo arabo e infine la tradizione del Mediterraneo. I testi dei brani sono tutti  in lingua italiana ma, in linea con l’ idea di partenza, di tanto in tanto compare un inserto in…norvegese o in un dialetto africano, piuttosto che nel “più comune” inglese…Ce n’è senz’altro per tutti i gusti!

Il cd è reperibile ai concerti del gruppo Zapzot (segnalati sui siti www.marcocecilia.com e www.myspace.com/marcocecilia) oppure richiedendone una copia direttamente a Marco Cecilia, all'indirizzo zapzot@yahoo.it