Inaugurato ieri il luogo per il soggetto unitario.
A Roma la sinistra mette su casa lontano dal centro ma tutti insieme

In bacheca ci sono già tre giornali - Liberazione , Aprile e Le Monde diplomatique , sui muri alcuni manifesti della Linke tedesca, «Il partito di Oskar Lafontaine», dice Matteo Manenti, che li ha portati apposta da Berlino per "arredare" la prima Casa della Sinistra di Roma. Dopo l'assemblea cittadina del 27 giugno che ha aperto il cantiere si sono svolte decine e decine di assemblee. Ma quello di ieri è un passo oltre. Basta dilatare i rossi della bandiera arcolbaleno e il logo è fatto: Sinistra18, dal numero del municipio, a nord-ovest del centro, dove insiste questa vecchia sezione del Pds, lasciata per una sede più grande. Così ricorda Enea Lalla mentre prende posto per sentire il dibattito. Tutto torna, si direbbe. Invece è stato un percorso lungo, dirà Roberto Mazzantini, segretario del circolo locale del Prc, per arrivare alla «buona pratica di frequentazione» che, prima ha prodotto una consultazione stabile con «la minoranza della maggioranza in municipio», ossia i partiti della sinistra radicale più lo Sdi del quartiere, poi - sullo slancio dei vènti d'ottobre, certo - all'inaugurazione del primo luogo del nuovo soggetto unitario, «confederale», lo chiama Fabio Nobile, consigliere capitolino e segretario romano del Pdci, mentre Matteo, laureando in lettere e precario all'aeroporto di Ciampino, lo immagina come «tappa intermedia» assieme ai suoi compagni di Sinistra democratica che hanno aderito al corteo di sabato scorso. Anche Virginia Rossini, portavoce dei Verdi nel XVIII, vuole ricordare il lavoro collettivo che ha permesso di battere la destra in municipio costruendo un programma partecipato. E' un'indicazione di metodo preziosa per il «fatto politico nuovo» che auspica Massimiliano Smeriglio, segretario romano e deputato di Rifondazione comunista: un soggetto unitario e plurale che prenda a modello il social forum. La prima casa della sinistra nasce in estrema periferia, a Montespaccato dove il nuovo piano regolatore farà raddoppiare gli abitanti e il traffico in un quartiere spuntato abusivamente e perciò con strade e servizi insufficienti da sempre. «Una volta era zona rossa - riferisce Valerio Panzironi, ex tranviere, militante Prc - ora è un feudo elettorale di Baccini, Udc, e soprattutto di An». A presiedere è stato chiamato Lamberto Filisio, primo delegato dell'allora circoscrizione per conto del sindaco Petroselli. Erano anni che non frequentava la politica. Il processo unitario lo ha attirato e, per introdurre il dibattito sceglie di volare alto, consapevole della novità politica rappresentata dalla Casa. Parlerà di globalizzazione, di centralità del lavoro e del salario. «E' una prima esperienza, una sperimentazione - spiega a Liberazione , Massimiliano Smeriglio - che nasce in un clima rinsaldato dalla manifestazione di sabato scorso. Simbolicamente importante che sorga in una periferia come questa, una periferia senza marciapiedi (le macchine sfrecciano a poco più di un metro dalla porta, una moto sfreccia e grida qualcosa su Berlusconi, forse pro-Berlusconi, ndr) ma non c'è altro modo, si ricomincia da qui. Questa città è molto concentrata sul suo centro, troppo». La Casa ha già aperto i suoi gruppi di lavoro, il primo sul lavoro, un altro sulle questioni internazionali. Centrale, naturalmente il lavoro su un territorio molto vasto - da San Pietro fino al territorio di Fiumicino - nel quale sarà cruciale intercettare la società civile e i movimenti con un percorso inclusivo, spiega il documento che lancia l'inedita esperienza unitaria (integrale sul sito: www.sinistraurelio.net ) enucleando i valori fondativi del percorso politico: pace, equilibrio tra uomo e natura, antifascismo, parità dei generi e valorizzazione delle differenze, libero accesso ai saperi, laicità, democrazia partecipata, autoriforma della politica. Il nuovo scenario - determinato tanto dalla nascita del Pd, quanto dall'emergere della sinistra plurale - sarà già il 5 novembre al centro di una verifica tra il sindaco Veltroni e i partner della sinistra radicale: «Siamo determinanti in Campidoglio - ricorda Smeriglio - e andremo a discutere di emergenza abitativa, precarietà, diritti civili e piano regolatore generale».