La "Commissione Veltroni" sull'inceneritore nel comune di Roma ha concluso i lavori da sei mesi e ancora non vengono ufficialmente resi i noti i risultati, nonostante che molti ne parlino e scrivano su giornali e riviste. Nessuno, però, di coloro che ne hanno anticipato h conclusioni ha dato risalto all'aspetto più qualificante dell'intero documento, quello di aver affrontato per la prima volta la gestione dell'intero ciclo dei rifiuti nella capitale nell'ottica della sostenibilità.Sostenibilità che si concretizza in un recupero spinto di materia all'interno di scenari che prevedono una strategia di prevenzione tale da rendere non più competitivo l'incenerimento dei rifiuti.
Ricapitoliamo.
Con l'Ordinanza N.81 dei 19 marzo 2002, il Sindaco di Roma costituisce una Commissione di esperti allo scopo di "individuare in tempi brevi le iniziative da intraprendere per il miglioramento della gestione dei servizi di smaltimento dei rifiuti, per assicurare la chiusura dell'intero ciclo dei rifiuti e per conseguire l'innalzamento della qualità ambientale della città". L'iniziativa nasce da una implicita ammissione che la situazione attuale risulta insoddisfacente e in una prospettiva di breve termine potrebbe addirittura risultare carente nelle fasi di chiusura dei ciclo. Il parametro indicato per l'ottimizzazione del servizio è 'La qualità ambientale della città", e accanto ad essa, benché ad essa subordinata, debba essere considerata l'economia dei percorsi e delle soluzioni che verranno indicati.
L'ordinanza colloca il percorso da seguire "nel quadro di quanto disposto dal Decreto Legislativo 5.02.1997, n.22 (c.d. Decreto Ronchi)" e definisce anche i risultati che la Commissione deve produrre: “ la valutazione delle iniziative in grado di realizzare gli obiettivi di riduzione dello smaltimento finale e superamento del sistema di conferimento in discarica" ribadendo che il parametro di valutazione è la "compatibilità ambientale”.
In definitiva il compito della Commissione è quello di identificare uno o più "scenari ottimali” costruiti ipotizzando una articolazione delle diverse opzioni previste dal Decreto Ronchi scelta attraverso una loro valutazione comparativa, indicandone le modalità di applicazione, gli obiettivi di ciascuna opzione ed i risultati complessivi attesi, motivando le scelte in funzione della compatibilità ambientale e della praticabilità economica, senza peraltro scendere nel dettaglio operativo che va definito in una attività di progettazione che esula dai compiti affidatile.
La Commissione di esperti costituita dal sindaco di Roma per l'individuazione delle iniziative atte ad assicurare la chiusura dell'intero ciclo dei rifiuti è la seguente:
Walter Ganapini
(Presidente)
Prof. Incaricato di Fisica Tecnica Ambientale al Politecnico di Milano
Renato Gavasci
Prof. Ordinario di Ingegneria Sanitaria Ambientale-Roma Tor Vergata
Massimo Guerra
Esperto di gestione rifiuti
Andrea Masullo
Prof. a contratto di Teoria e principi dello sviluppo sostenibile - Univ.Camerino
Giorgio Nebbia
Già Prof. Ordinario di Merceologia -Univ.Bari, ora Prof. Emerito
Adolfo Parmaliana
Prof. Ordinario di Chimica industriale -Univ.Messina
Lucia Venturi
Responsabile Nazionale di Ecosportello
Giuseppe Vìviano
Direttore Reparto Igiene dell'Aria presso il Laboratorio Igiene
Ambientale dell'istituto Superiore di Sanità
Il punto di partenza dei lavoro della Commissione è stato l'esame della situazione attuale dei Piani di sviluppo dell'AMA.
Si è preso atto di una situazione estremamente carente, nella quale addirittura, a fronte dei 446 mezzi adibiti allo svuotamento dei 43.463 cassonetti stradali indifferenziati (colore verde), solo 18 effettuano lo svuotamento dei 21.759 cassonetti della carta e dei multimateriale (colore bianco e blu). Questa situazione è senz'altro la causa principale dello scarsissimo risultato fin qui conseguito: 5% di raccolta differenziata nella Capitale.
I Piani di sviluppo presentati da AMA sono tutti incentrati sul potenziamento dei sistema attuale senza modifiche organizzative sostanziali, puntando al conseguimento dell'obiettivo minimo per le raccolte differenziate previsto dal Dgl 22197 (35% entro marzo 2003) e all'avvio alla filiera dell'incenerimento dei restante 65%.Soprattutto per la raccolta differenziata tale strategia appare assolutamente utopistica, se confrontata con tutte le esperienze nazionali, che dimostrano la difficoltà nel superare il 10% di raccolta differenziata con la raccolta stradale ed in particolare con il multimateriale.
Su queste basi la Commissione decide di esaminare le migliori esperienze esistenti in Italia, e sceglie come riferimento quella di Monza, città di dimensioni confrontabili con quelle di un Municipio romano, che ha portato la città in pochi mesi dal 5% al 50% di raccolta differenziata.
Si è così ritenuto che nel processo di ottimizzazione le attività debbano essere pianificate a livello di singolo Municipio.
La Commissione conclude i lavori il 5 Luglio esprimendosi unanimemente sulla necessità di affrontare la gerarchia stabilita dalla normativa europea e nazionale (Riduzione- Riuso- Riciclo-Recupero energetico) per tutto il ciclo dei rifiuti e dividendosi sulla chiusura di quest' ultimo tra chi si dichiara favorevole all'incenerimento e chi lo ritiene inutile, oltre che pericoloso.
Lo schema dei flussi della tabella 1 illustra lo scenario predisposto dalla Commissione per la chiusura dei ciclo dei rifiuti urbani nella città di Roma.
Seguiamo l'elaborazione della Commissione.
'Io schema di flusso si articola in tre blocchi di informazioni:
1 . La composizione dei rifiuti della città di Roma (colonna 1 rifiuti"). I dati sono elaborati secondo quanto indicato dalla tabella seguente
Le composizioni dei rifiuti domestici (valori medi percentuali su peso umido relativi agli anni 1995-1997)
categorie merceologiche
Roma 1995-1997
%
rifiuti organici
25
carta
16
cartone
9
compositi
1
tessuti
3
tessili sanitari
4
plastiche
11
combustibili vari
3
vetro
7
metalli
4
incombustibili
rifiuti speciali
0,1
residuali fini <20mm
15,9
totale %
100
Fonte AMA - Ufficio studi e Ricerche - Progetto REBECOM - QUADERNI TECNICI AMA numero 1/2 - 2000
2. Le modalità di raccolta (colonna “Le raccolte”). In questa sezione vengono evidenziati i sistemi di raccolta, a partire dalla intercettazione dei rifiuti da avviare a recupero di materia. Il sistema si sviluppa secondo 7 modalità di raccolta, in considerazione dei materiali individuati:
• monomateriale di prossimità
• monomateriale con contenitore condominiale
• monomateriale stradale
multimateriale con contenitore condominiale
domiciliare
monomateriale a gestione interna
indifferenziato
3. I flussi che i materiali seguono dopo le raccolte. I flussi sono identificati con un colore diverso in base alla destinazione:
• verde (compostaggio organico e verde)
• blu (industria dei riciclo)
• rosso (selezione indifferenziato + recupero di energia)
• nero (smaltimento in discarica)
In ciascuno dei blocchi dei cicli di trattamento, le cifre piccole in nero evidenziano le quantità in ingresso e quelle in rosso le quantità in uscita, mentre le cifre sottolineate "colore su colore" rappresentano le quantità totali (entrate meno uscite) che si riferiscono rispettivamente al recupero di materia (cifre in verde e in blu), recupero di energia (cifra in rosso), discarica (cifra in nero). Per quanto riguarda il blocco "Recupero di energia", le considerazioni relative all'utilizzo della frazione secca e/o CDR in impianto dedicato, cementerie o centrali termoelettriche a combustibile solido e ambientalizzate, si rimanda al paragrafo 3.3.1.