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DEGRADO DEL CASALE DELLA BOTTACCIA

Chi, partendo da Roma, non è transitato sulla vecchia Via Aurelia ,ora via di Castel di Guido, per raggiungere Fregene o per proseguire verso altre mete di mare, oppure per evitare il traffico della nuova Via Aurelia utilizzandola come via di fuga per arrivare prima al lavoro e recuperare tempo non ha notato il Casale della Bottaccia?. Così ho deciso di fare questo percorso, con calma, per cercare cose mai viste, se non di sfuggita, dal finestrino della macchina e cercando di vedere in modo più approfondito quello che quasi tutti i giorni è il mio percorso abituale, cose sempre esistite, che hanno dato il via ad una reazione a catena nel mio immaginario. Tra le altre cose mi ha colpito il Casale della Bottaccia, ora discarica a cielo aperto con cumuli di rifiuti degna del terzo mondo e non certo della Capitale d’Italia, perché qui è comune di Roma. E allora che storia ha questo Casale della Bottaccia, cosiddetto dal toponimo del luogo che figura nelle mappe dell’agro romano? Quando è stato costruito questo Casale? Perché fu costruito? Da chi?. Ed ho iniziato le mie ricerche, Fu costruito dove anticamente sorgeva Lorium la prima stazione di posta sulla vecchia Via Aurelia subito dopo la città. Ho scoperto che il Lorium divenne centro dell’omonima Diocesi e le fu dato il nome di Santa Rufina, giovane patrizia romana che insieme alla sorella Santa Seconda furono martirizzate sotto l’imperatore Gallieno nel 260 d.C. Papa Callisto II unificò questa Diocesi suburbicaria con quella di Porto ed ancora oggi si conserva la denominazione di Diocesi di Porto e Santa Rufina. Tracce di proprietà della stazione di posta Casale della Bottaccia si trovano in documenti del XIV secolo, precisamente nell’elenco delle proprietà della Chiesa di S.Maria in Aquirio. In seguito la proprietà del casale passo al Monastero di San Gregorio al Celio e poi all’Ospedale di Santo Spirito. I Principi Doria Pamphili nel XVII secolo ne divennero proprietari e fecero costruire la cappella, a fianco del Casale , che fu dedicata a S.Antonio Abate. Questa Cappella ,ora ha l’ingresso murato. Sull’ingresso della Cappella , da poco tempo, è stato asportato il crocifisso ,oltre le tegole del tetto. Sembrerebbe che alcuni anni fa ,cinque o sei, operai con un camion ,attrezzato con una gru “recuperavano” queste antiche tegole “al fine di mettere in sicurezza il tetto pericolante” così si dice….chissà dove sono ora depositate queste tegole. Il Casale fu adibito, dai Principi Doria, ad infermeria durante una pestilenza, passata la quale, fu utilizzato come casino di caccia. Si legge in un antico documento : “ Comme on le voit, il s’agit d’abord ici de la Via Aurelia, et le nom de cette voie est meme écrit sur la carte de Peutinger au dessous di Lorio.. Tout le monde sait que Via Aurelia quittait Rome par la porte du meme nomdans le Transtévère, que Lorium, la villa des Antonins, ètait au Casale di Bottaccia, au XII mille ancien de Rome, où la princesse Doria Panfili fit pratiquer des foulles productives en 1824 « Da scavi effettuati nei pressi del Casale della Bottaccia,alla fine del settecento, furono rinvenute delle statue di epoca romana che il Papa Pio V fece portare ai Musei Vaticani dove sono esposte. Agli inizi del 1900 la proprietà del Casale passò di mano, prima ad un privato poi ad una Società italo-svizzera la quale, negli anni cinquanta, la cedette all’INPS che tuttora la possiede. Recentemente due giovani Architetti, Andrea Cordisco e Tommaso Capitanio, hanno redatto un progetto, molto esaustivo, per il recupero del Casale della Bottaccia. Vedere oggi lo squallore ed il degrado in cui è abbandonato questo sito non credo che faccia onore a Roma e al XVIII Municipio, è sicuramente un brutto biglietto da visita per la nostra Città. Qualche burlone potrebbe mettere il cartello “ BENVENUTI A ROMA”! Sicuramente le Autorità hanno cose più importanti da fare che visitare questa zona della città che , a mio avviso, è parte integrante della storia di Roma. A parte il recupero e l’utilizzo che se ne potrebbe fare, che costa soldi, ma almeno una pulita e rimuovere quei cumuli d’immondizia credo che si possa fare e spero che le Autorità, per la pulizia, facciano subito qualcosa . Il decoro di Roma inizia anche da qui dal Casale della Bottaccia su via di Castel di Guido.

F.L.


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