da Alberto e Maria Nunzia, ha tre fratelli di cui uno Alberto morì nel campo di concentramento di Flossemburg in Germania il 25 Aprile del 1945. Pertini dopo gli studi liceali si laureò in Giurisprudenza nell’Università di Genova nel 1917. Combatte nella prima guerra mondiale sull’Isonzo, conquistandosi, sul campo, una medaglia d’argento al valor militare per il suo ruolo guida nell’assalto al monte Jelenik. Nel 1918 aderì al Partito Socialista , in questi anni si trasferisce a Firenze dal fratello Luigi, nel 1924 consegue la seconda laurea in Scienze politiche . Nel 1925 viene arrestato per volantinaggio, nel 1926 viene condannato al confino per 5 anni sull’isola di S. Stefano, dove furono incarcerati altri illustri antifascisti: Amendola, Romita, Altiero Spinelli e Umberto Terracini. Entrato nella clandestinità e sfuggito alla cattura, Pertini si rifugiò prima a Milano , quindi espatrio in Francia assieme a Filippo Turati aiutati da Carlo Rosselli e dall’industriale Adriano Olivetti.In Francia Pertini per mantenersi fece i lavori più umili. Nel 1929, con passaporto falso, rientrò in Italia, ma venne nuovamente arrestato e condannato dal tribunale speciale a 11 anni di reclusione. Riacquisto la libertà nell’agosto del 1943 ed inizio subito la lotta nella Resistenza. Fu catturato dalle SS assieme a Giuseppe Saragat ( futuro Presidente della Repubblica e leader del PSDI)) venne condannato a morte; la sentenza non ebbe seguito perché fu liberato dai Partigiani che ne permisero la fuga. Nel 1945 è membro attivo del CNL, partecipa alla liberazione di Firenze, con Luigi Longo e Leo Valiani guida la rivolta di Milano, in questi mesi conosce la sua futura moglie la staffetta partigiana Carla Voltolina (1921-2005) che sposerà l’8 giugno del 1946. Sarà Sandro Pertini, la sua voce, che per via radio il 25 aprile del 1945 comunicherà al popolo italiano la vittoria su Nazifascismo, in quello stesso giorno (come citato sopra) il fratello Alberto troverà la morte. Nel 1946, anno in cui l’Italia si diede l’assetto repubblicano con lo storico referendum del 2 giugno, Pertini fu eletto all’Assemblea costituente era Segretario del PSIUP . L’Assemblea costituente fu presieduta da Umberto Terracini.. Nel 1947 cerco di evitare la scissione di Palazzo Barberini, promossa da Saragat, tentando una difficile mediazione tra le correnti del PSI.Nel corso della quarta e quinta legislatura repubblicana, dal 5 giugno 1968 al 4 luglio 1976 Pertini ricopre la carica di Presidente della Camera dei Deputati, ruolo svolto con grande equilibrio e rispetto per l’alta carica istituzionale. In questi anni Pertini inizia i suoi incontri con i giovani studenti, una costante che lo accompagnerà nel suo prossimo impegno istituzionale, nonché il più prestigioso la presidenza della Repubblica Italiana. L’8 luglio del 1978 Sandro Pertini all’età di 82 anni fu eletto Presidente della Repubblica al 16° scrutinio con 882 voti su 995 votanti, fu un record assoluto di preferenze finora mai ineguagliato.Gli anni ’70 passarono alla storia d’Italia come “anni di piombo e del terrorismo”, della crisi economica e della crisi politico-parlamentare. Gli anni ’70 si registro il fallimento dell’esperienza della “solidarietà nazionale” che culmino con il rapimento e delitto di Aldo Moro. Pertini va ricordato come il Presidente che che, primo dal 1946, incarico un laico alla guida del Governo, incarico affidato nel 1982 al repubblicano Spadolini e poi al socialista Bettino Craxi nel 1983. Sandro Pertini rivoluziono il rapporto tra la prima carica dello Stato e i suoi Concittadini, la sua forte personalità e la sua esperienza umana ridiedero slancio e fiducia agli italiani delusi dalla politica non più fatta tra la gente ma nella stanza dei bottoni. Pertini fu un grande comunicatore, non perse mai la sua schiettezza straordinaria, e la sua forte carica emozionale. Nessun Capo di Stato o uomo politico italiano ha conosciuto all’estero una popolarità così grande e paragonabile. Pertini rappresentò il nostro Paese in moltissimi viaggi all’estero e in Italia, sia in occasioni liete, come nel mondiale di calcio svoltosi in Spagna nel 1982 e sia in occasioni tristi come la stage di Bologna, di Ustica, la tragedia di Alfredino Rampi (il bambino morto nel pozzo a Vernicino), il tragico terremoto dell’Irpinia, l’assassinio del Generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, il Presidente c’era sempre con la sua forte carica umana a dimostrare la presenza delle istituzioni e il loro sostegno vero, il loro dolore partecipe. Pertini era a Padova, per ragioni di Stato, quando l’11 giugno del 1984 morì il Segretario del PCI, Enrico Berlinguer. Pertini si recò in ospedale per constatare le condizioni di Berlinguer , fece in tempo a vederlo vivo e bacialo sulla fronte; dopo il decesso, Pertini si impose per trasportare la salma di Berlinguer con l’aereo presidenziale a Roma,citando la famosa frase:” Lo porto via come un amico fraterno, come un figlio, come un compagno di lotta”.
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Finito il mandato nel 1985, prosegui la sua attività parlamentare come Senatore a vita. Rimase fedele all’ideale Socialista per quasi un secolo, vivendo due guerre mondiali, la dittatura fascista ed infine, finalmente, la Democrazia repubblicana di cui fu un indubbio ed indiscusso protagonista. Si spense a Roma il 24 febbraio del 1990. |
Franco Leggeri